Il diritto di accesso alla documentazione condominiale

Principio di diritto

La cessione della propria unità immobiliare comporta la perdita del diritto del condomino cedente a visionare ed estrarre copia della documentazione condominiale in quanto, proprio a fronte della cessione, perde la propria qualità di condomino con la conseguenza che potrà fare valere le proprie ragioni unicamente nei confronti del nuovo proprietario divenuto condomino (Tribunale di Milano, Sez. XIII Civile, Ordinanza, 20 novembre 2020).

Svolgimento del giudizio

Con ricorso ex art. 700 c.p.c. un ex condomino ha chiesto al Tribunale di Milano che venisse ordinato all’amministrazione condominiale di consegnare la documentazione relativa alla gestione condominiale ovvero in subordine indicare data ed ora per consentire l’accesso agli uffici dell’amministrazione condominiale per estrarre copia dei documenti.

Nello specifico, il ricorrente richiedeva i giustificativi della precedente gestione contabile, gli estratti conto bancari, il progetto del riscaldamento ed il regolamento condominiale.

Motivi della decisione

Si costituiva in giudizio l’amministrazione condominiale (assistita dal nostro studio) chiedendo, previo accertamento della carenza di legittimazione attiva del ricorrente, il rigetto del ricorso in quanto infondato in fatto e diritto stante la carenza del periculum in mora nonché del fumus boni iuris.

Il Tribunale di Milano, alla luce dell’art. 1130-bis c.c., rilevava la fondatezza dell’eccezione di carenza di legittimazione attiva sollevata da parte resistente in quanto il ricorrente, al momento della proposizione del ricorso, non era più condomino del resistente né poteva vantare diritti reali ovvero di godimento su alcuna unità dello stabile condominiale.

Ed infatti, il Tribunale di Milano, come evidenziato dal resistente, ha fatto proprio un consolidato orientamento della giurisprudenza di legittimità, secondo cui “… in tema di condominio, una volta perfezionatosi il trasferimento della proprietà di un’unità immobiliare, l’alienante perde la qualità di condomino e non è più legittimato a partecipare alle assembleee, potendo far valere le proprie ragioni sul pagamento dei contributi dell’anno in corso o del precedente, solo attraverso l’acquirente che gli è subentrato, in quanto dal momento in cui il trasferimento venga reso noto al condominio, lo status di condomino si configura in capo all’acquirente, quale unico soggetto legittimato a partecipare alle assemblee e ad impugnarne le deliberazioni (Cass. Civ. Sez. II, 09/09/2008, n. 23345)”.

In altri termini, il Tribunale di Milano rilevava correttamente che “… una volta perfezionatosi il trasferimento della proprietà di un’unità immobiliare … in capo all’alientante è cessata la qualità di condomino” e, pertanto, anche alla luce delle disposizioni di cui all’art. 1130-bis c.c. è data solo “… ai condomini e ai titolari di diritti reali o di godimento sulle unità immobiliari la facoltà di prendere visione dei documenti giustificativi di spese ed estrarne copia in ogni tempo, ma a condizione che sussista, appunto, lo status di condomino, potendo in tale caso l’alienante far valere le sue ragioni solo attraverso l’acquirente che gli è subentrato”.   

Conclusioni

Alla luce del suddetto principio di diritto, il Tribunale di Milano, pertanto, accertava e dichiarava la carenza di legittimazione attiva del ricorrente ad agire ai sensi dell’art. 1130-bis c.c. nei confronti dell’amministrazione condominiale condannandolo anche al pagamento delle spese di lite.

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