I profili dello storno dei dipendenti

L’ordinanza del Tribunale di Bergamo

Con ordinanza del 22 settembre 2020 Il Tribunale di Bergamo ha rigettato il ricorso d’urgenza proposto da una Società multinazionale nei confronti di società concorrente (assistita dal nostro Studio) per storno di dipendenti/agenti, figura centrale della concorrenza sleale i cui confini, tra liceità ed illiceità, risiedono nel contemperamento tra i principi costituzionali ed europei di libera iniziativa economica, pur sempre nel rispetto dell’utilità sociale, ( ex art. 41 Cost., 101 TFUE) e di libera circolazione nel lavoro (ex artt. 4 e 35 Cost., 45 TFUE).

La Suprema Corte ha ribadito il principio per cui “non può essere negato il diritto di ogni imprenditore di sottrarre dipendenti al concorrente, purché ciò avvenga con mezzi leciti, quale ad esempio la promessa di un trattamento retributivo migliore o di una sistemazione professionale più soddisfacente; è indiscutibile il diritto di ogni lavoratore di cambiare il proprio datore di lavoro, senza che il bagaglio di conoscenze ed esperienze maturato nell’ambito della precedente esperienza lavorativa, lungi dal permettergli il reperimento di migliori e più remunerative possibilità di lavoro, si trasformi in un vincolo oppressivo e preclusivo della libera ricerca sul mercato di nuovi sbocchi professionali” (cfr. Cass civ. n. 3865/2020).

Gli effetti

Il passaggio di collaboratori da un’impresa ad un’altra concorrente non costituisce di per sé concorrenza sleale, sempre che non sia stato attuato con l’intenzione di danneggiare l’altrui azienda in misura che ecceda il normale pregiudizio che ad ogni imprenditore può derivare dalla perdita di dipendenti che scelgono di lavorare presso altra impresa.

L’illiceità della concorrenza deve essere desunta dall’obiettivo che l’imprenditore concorrente si proponga attraverso il passaggio di personale, di vanificare lo sforzo di investimento del suo antagonista:  a tal fine è necessaria la sussistenza del c.d. animus nocendi, nel senso che il reclutamento di personale dipendente dell’imprenditore concorrente si connota di intenzionale slealtà soltanto quando esso venga attuato con modalità abnormi per il numero o la qualità dei prestatori d’opera distolti ed assunti, così da superare i limiti di tollerabilità del reclutamento medesimo che, nella sua normale estrinsecazione, è del tutto lecito.

L’indagine sulla sussistenza del requisito in questione va condotta su di un piano puramente oggettivo ed il requisito medesimo deve essere desunto dalle circostanze di fatto nelle quali lo storno è avvenuto:in particolare, esso appare ravvisabile ove il comportamento dello stornante sia posto in essere con modalità tali da non potersi giustificare se non supponendo l’intenzione di danneggiare l’altrui azienda. Lo storno è illecito soltanto ove risulti provato che l’assunzione del dipendente altrui sia motivata esclusivamente dal fine di danneggiare l’altrui azienda e non anche quando il concorrente tenda ad ottenere per sé la prestazione di lavoro dell’altrui dipendente, il che sarebbe lecito nel rispetto del principio della libera circolazione del lavoro e della libera concorrenza.

Il contenzioso

Nel corso del contenzioso avanti al Tribunale di Bergamo è emerso che la decisione dei dipendenti di recedere dai contratti di lavoro con il precedente datore di lavoro è da rinvenirsi nelle pregresse condizioni particolarmente stringenti e sconvenienti, a fronte delle migliori formulate dalla nuova azienda.

Nel caso in questione, altro aspetto che ha pesato al fine di una esclusione del carattere illecito è stato rinvenuto nel fatto che il precedente datore di lavoro avesse ridotto i periodi di preavviso concordati con i propri dipendenti: una simile opzione, infatti, mal si concilia con il pericolo avvertito dall’impresa privata delle risorse professionali di non essere in grado di ripristinare in tempi ragionevoli una adeguata organizzazione aziendale, tale assicurare una certa continuità nell’offerta di beni o servizi sul mercato.

Anche il numero degli agenti/dipendenti asseritamente stornati, in rapporto al numero totale delle persone del ricorrente, rileva onde affermare uno smembramento della forza lavoro rilevante ai fini della configurabilità dell’illecito.

Lo studio resta a disposizione per fornirmi ogni più ampia consulenza, stragiudiziale e giudiziale, a tutela della Vostra azienda per ogni forma di concorrenza sleale.

 

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