Le novità del decreto ristori. In particolare, l’esdebitazione senza utilità

​È stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale, con entrata in vigore dal 25 dicembre 2020, la Legge 18 dicembre 2020, n. 176 recante la “Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 28 ottobre 2020, n. 137, recante ulteriori misure urgenti in materia di tutela della salute, sostegno ai lavoratori e alle imprese, giustizia e sicurezza, connesse all’emergenza  epidemiologica  da  COVID-19”.

Una delle misure più impattanti introdotte al fine di fronteggiare la crisi conseguente all’emergenza pandemica è costituita dalla parziale riforma della disciplina sul sovraindebitamento, attraverso l’anticipata entrata in vigore di una parte delle modifiche già previste nel codice della crisi, che avrebbe avuto decorrenza dal 1 settembre 2021.

Esdebitazione senza utilità

Potrà ottenere l’esdebitazione “a zero incassi” chi non può far fronte ai pagamenti neanche in parte. Trattasi di ipotesi residuale, utilizzabile una sola volta, la quale risulta di particolare interesse per coloro che, sino ad oggi, non hanno potuto accedere al beneficio del sovraindebitamento proprio per l’assenza di redditi o beni intestati da vendere o cedere ai creditori – anche solo in garanzia – pur di vedersi cancellare le passività. In pratica, al debitore incapiente e meritevole si concede un’ulteriore possibilità di ottenere il beneficio dell’esdebitazione anche se non è in grado di offrire ai creditori alcuna utilità, diretta o indiretta, nemmeno in prospettiva futura, tenuto ovviamente conto della prevalente necessità di assicurare il mantenimento della propria famiglia.

L’esdebitazione potrà essere riconosciuta prevedendo, tuttavia, l’obbligo di pagamento a favore dei creditori, entro quattro anni dal decreto, qualora sopraggiungano in tale lasso di tempo liquidità idonee al soddisfacimento dei creditori almeno nella misura del 10%.

Restano esclusi dalla cancellazione i debiti derivanti da:

  1. obblighi di mantenimento e alimentari;
  2. risarcimento dei danni da fatto illecito extracontrattuale;
  3. le sanzioni penali e amministrative di carattere pecuniario che non siano accessorie a debiti estinti.

Piano del consumatore

la previsione della allegazione alla proposta di piano del consumatore – e alla domanda di accordo di composizione della crisi – di una relazione dell’organismo di composizione della crisi che deve evidenziare le cause dell’indebitamento, la diligenza del debitore nell’assumere le obbligazioni, le ragioni dell’incapacità di adempiere le obbligazioni assunte, la completezza e attendibilità della documentazione depositata, l’indicazione presunta dei costi della procedura;

Nel piano del consumatore è introdotta la possibilità di falcidia dei debiti e la ristrutturazione degli impegni finanziari assunti con cessione del quinto dello stipendio o della pensione.

Mutuo

In casi specifici, viene consentito ai consumatori e agli esercenti di attività aziendali la proposizione di piani o accordi che prevedano il rimborso, alla scadenza convenuta, delle rate di mutuo garantito da ipoteca iscritta sull’abitazione principale del debitore o su immobili strumentali utilizzati nell’esercizio dell’impresa. In presenza di autorizzazione del Giudice potrà essere eseguito anche il pagamento del debito per capitale ed interessi scaduto al momento della presentazione della proposta.

Opposizione o intervento dei creditori finanziari

In sede di omologa vengono limitate le possibilità di opposizione o intervento per i creditori finanziari che non abbiano adeguatamente valutato il merito creditizio del debitore (in violazione dell’art. 124 bis TUB) e quelle dell’Amministrazione finanziaria quando la sua adesione è decisiva per il raggiungimento delle maggioranze necessarie e quando, anche sulla base delle risultanze della relazione dell’organismo di composizione della crisi, la proposta di soddisfacimento è più conveniente rispetto all’alternativa liquidatoria.

Soci illimitatamente responsabili

Ulteriore novità contenuta nella riforma consiste nell’estensione della procedura di sovraindebitamento non solo ai debiti privati, ma anche ai debiti dei soci illimitatamente responsabili per debiti estranei a quelli sociali.

Sovraindebitamento di famiglia

Infine, si dà la possibilità ai «membri di una stessa famiglia», se conviventi e se il sovraindebitamento ha un’origine comune, la facoltà di presentare «un unico progetto di risoluzione della crisi da sovraindebitamento», e cioè di invocare l’applicazione di un’unica procedura.

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Lo studio fornisce qualificata esperienza onde consentire l’accesso alle più adatta procedura di sovraindebitamento: attraverso un analitico esame della documentazione, lo studio accompagna il cliente alla definizione delle proprie posizioni debitorie sino alla fase di esdebitazione.